Contesto storico

Ci troviamo di fronte al Liceo Scientifico Statale “Filippo Lussana”, un istituto che ha vissuto diverse fasi storiche, ognuna delle quali ha lasciato il segno sul luogo e sulla sua identità.

L’edificio che oggi ospita il Liceo e che è stato progettato da Alziro Bergonzo (1906-1997) - esponente del razionalismo e figura legata all’architettura del fascismo a Bergamo - fu commissionato per essere sede dell’Opera Nazionale Balilla (ONB) e venne inaugurato il 22 giugno 1932. Negli anni trenta divenne sede della Gioventù Italiana del Littorio (GIL).

Sulla facciata si trova ancora una grande lapide dedicata a Sandro Italico Mussolini; nella parte centrale dell’edificio sono inoltre ancora visibili simboli fascisti in rilievo.

Con l’occupazione tedesca, tra il 1943 e il 1945, l’edificio diventa sede degli avanguardisti moschettieri, giovani tra i 15 e i 18 anni inquadrati nella Guardia Nazionale Repubblicana. Pur essendo giovanissimi, vengono impiegati anche in attività antipartigiane.

I locali del seminterrato conservano ancora scritte che rimandano ai diversi usi del tempo: prima spogliatoi, poi luogo di detenzione e tortura, poi deposito di materiali.

Nel dopoguerra l’edificio diventa sede dell’Istituto Magistrale “Paolina Secco Suardo” e dal 1968 del Liceo Scientifico Statale “Filippo Lussana”.

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Perché è un luogo della memoria

Questo edificio oggi è una scuola pubblica, ma conserva ancora tracce evidenti del suo passato. Destinare oggi un edificio come questo, che era stato costruito per l'inquadramento dei giovani, rappresenta una scelta significativa.

Camminare in questi spazi significa quindi confrontarsi con una memoria complessa: quella di un luogo nato per l’inquadramento ideologico della gioventù e poi trasformato in sede di istruzione repubblicana. La sua storia invita a riflettere su come l’educazione possa essere usata tanto per emancipare quanto per assoggettare. Non dobbiamo dimenticare che prima ancora della creazione dell'Opera Nazionale Balilla il controllo dei giovani fu perseguito atraverso la riforma Gentile del 1923.

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Approfondimento: ONB, GIL e controllo della gioventù

L'Opera Nazionale Balilla (ONB) e, successivamente, la Gioventù Italiana del Littorio (GIL) sono strumenti fondamentali del progetto educativo fascista. Queste organizzazioni affiancano la scuola e mirano all’educazione fisica, morale e politica dei giovani.

Tutti i giovani dai 6 ai 18 anni vengono inquadrati in organizzazioni differenziate per età e genere.

Tutti partecipano al sabato fascista, che prevede lezioni di dottrina fascista e attività ginniche. Il controllo del regime, però, non si limita alla scuola: coinvolge anche il tempo libero, così da occupare l’intera vita dei giovani.

In questo sistema rientrano anche altre organizzazioni e attività del tempo libero, pensate per estendere il controllo del regime oltre l’ambiente scolastico.

Nel 1939 viene introdotto anche il servizio premilitare, che rafforza ulteriormente la preparazione militare dei giovani.

Il progetto educativo fascista entra presto in conflitto con la Chiesa cattolica, che dispone di una propria rete di associazioni giovanili. Nel 1928 il regime scioglie le organizzazioni giovanili non fasciste, tra cui le associazioni scout; dall’inizio degli anni Trenta l’unica associazione rimasta attiva è l’Azione Cattolica, che deve però limitare la propria attività al solo ambito catechistico.

Complessivamente, il progetto educativo fascista non mira a formare cittadini capaci di scelte personali e consapevoli dei propri diritti e doveri, ma a creare un “fascista”: disciplinato, obbediente, fisicamente forte e fedele alla patria e alla famiglia secondo la retorica del regime.

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Fonti

Fonti Bibliografiche

  • Mario Pelliccioli, Itinerari di memoria: un percorso a Bergamo tra fascismo, occupazione tedesca e Resistenza, i Libri di Moltefedi, Bergamo 2023.
  • Guya Bertelli, Manuela Brambilla, Matteo Invernizzi, Bergamo: cent'anni di architettura 1890-1990, Alcon, Bergamo 1994.

Fonti Multimediali