Contesto storico

Ci troviamo in via Galliccioli 3, a Bergamo, oggi sede del Credito Bergamasco.

Durante la Repubblica Sociale Italiana l’edificio ospitava il Collegio Dante Alighieri, trasformato in caserma della famigerata Compagnia d'Ordine Pubblico (OP) della Guardia Nazionale Repubblicana.

Qui operarono, tra il 1943 e il 1945, reparti specializzati nella repressione dell’opposizione antifascista, responsabili di interrogatori, pestaggi e torture contro partigiani e oppositori politici, guidati anche dal capitano Aldo Resmini, comandante della Compagnia d’Ordine Pubblico.

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Perché è un luogo della memoria

Questo luogo è un simbolo della violenza esercitata dal regime fascista contro ogni forma di dissenso. Tra queste mura furono detenute e torturate numerose persone colpevoli solo di aver difeso la libertà e la democrazia.

La lapide in pietra, collocata il 27 maggio 1962 dall’Associazione Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ricorda il sacrificio di chi oppose alle torture fasciste la forza dell’ideale e della dignità umana.

«Qui si esaltano tutti gli eroi che tra queste mura opposero alle torture fasciste la suprema forza dell’ideale».

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Contenuti multimediali

Approfondimento: la Compagnia OP e l’eccidio di Cornalba

La Compagnia d’Ordine Pubblico della Guardia Nazionale Repubblicana che operava in questa sede non si limitò alla repressione urbana, ma fu impiegata anche in operazioni militari e rastrellamenti sul territorio della provincia di Bergamo.

Uno degli episodi più gravi fu l’eccidio di Cornalba, avvenuto il 25 novembre 1944, quando reparti fascisti uccisero quindici partigiani in Alta Valle Brembana, nel quadro della repressione antipartigiana della Repubblica Sociale Italiana.

Questo collegamento mostra come la violenza esercitata tra queste mura fosse parte di un sistema repressivo più ampio, che colpiva oppositori e civili in tutta la provincia.

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🎧 Podcast – L'eccidio di Cornalba

L’eccidio di Cornalba raccontato nel programma Via libera (25 novembre 1944), con l’intervento della storica Elisabetta Ruffini (ISREC Bergamo).

Approfondimento: testimonianze

Nei locali di via Galliccioli si pratica normalmente la tortura. Molte sono le agghiaccianti testimonianze rilasciate nel dopoguerra, tra le altre si ricordino almeno quelle di Giuseppe Emilio Farina, Vittorio Castelli, Cristoforo Pezzini, Mario Invernicci e Arialdo Banfi. E proprio di Banfi è forse la testimonianza che sa cogliere in tutta la sua tragica portata la fragilità del corpo e la cecità della violenza lì ricevuta a cui si oppone, nella vicinanza quasi fisica dei partigiani tra di loro, la prospettiva della verità della vita che guarda al futuro.

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🎧 Testimonianza audio – Intervista a Cristoforo Pezzini

Intervista a Cristoforo Pezzini, testimone diretto delle violenze e delle repressioni operate dalla Compagnia d’Ordine Pubblico durante l’occupazione nazifascista.

🎧 Testimonianza audio – Arialdo Banfi, partigiano bergamasco di Giustizia e Libertà

Racconto dell'arresto a Milano, il 9 maggio 1944, di Arialdo Banfi e del suo trasferimento nel palazzo che oggi è del Credito Bergamasco.

Fonti

Fonti bibliografiche

  • Mario Pelliccioli, Itinerari di memoria. Un percorso a Bergamo tra fascismo, occupazione tedesca e Resistenza, Moltefedi Achille Grandi Editore, Bergamo 2023
  • Andrea Caponeri, La banda Resmini nelle sentenze della Corte straordinaria d’Assise di Bergamo (1945–1947), Il filo di Arianna
  • Angelo Bendotti, Banditen. Uomini e donne nella Resistenza bergamasca, Il filo di Arianna, Bergamo, 2015

Fonti multimediali